Descrizione notizia
Sabato 29 marzo le classi 5ALSA, 5B, 5BLSA, 5I, 3C, 2C, 2D hanno vissuto un incontro speciale con Maria Chiara Coco, una ragazza con la sindrome di Down e la madre Renza. Il tema affrontato e proposto dai docenti del dipartimento di Religione era “lo scarto sociale”, espressione più volte usata da papa Francesco per descrivere la situazione di isolamento e di rifiuto che la nostra società crea attorno alle persone che non rispondono a certi standard. Renza, insegnante in pensione, ha descritto i momenti difficili successivi alla nascita di Maria Chiara, quando i medici e gli operatori socio-assistenziali le illustravano tutte le cose che la figlia non sarebbe riuscita a fare e la invitavano ad accontentarsi della dimensione affettuosa, che i ragazzi down vivono con i familiari. Da madre desiderava che Maria Chiara non fosse vista solo come una ragazza sfortunata, ma che avesse la possibilità di crescere e vivere in autonomia. Il momento di svolta è stato dato dalla scoperta della “comunicazione facilitata”, un metodo introdotto da una fisiatra australiana, in Italia non ancora riconosciuto. Quando Maria Chiara ha avuto modo di approcciarsi a questo tipo di comunicazione si è scoperto che in lei c’era un mondo: conosceva le parole, le sapeva usare con il loro preciso significato ed era in grado di esprimere quello che sentiva. Le difficoltà linguistiche non erano di carattere cognitivo («se non parla vuol dire che non pensa»), bastava darle il suo tempo per esprimersi. Il percorso è stato però complesso, soprattutto nel mondo della scuola, ma la determinazione di Renza e di Maria Chiara hanno portato la ragazza a ottenere la maturità, a iscriversi a Lettere e a laurearsi all’Università di Udine con il massimo dei voti.
Durante l’incontro, moderato dal prof. Mario Pulvirenti, sono state lette alcune poesie con cui Maria Chiara ha anche partecipato a concorsi. Gli allievi, molto partecipi e interessati, hanno posto alla ragazza diverse domande sul suo percorso e sui suoi progetti e hanno potuto constatare come la determinazione, la curiosità e l’amore dei suoi familiari hanno permesso a Maria Chiara di superare “lo scarto” e di essere protagonista della sua vita.